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Dopo l’intervento: quanto dura davvero il recupero

«Quanto sto fermo?» è la domanda che tutti fanno e a cui quasi nessuno dà una risposta utile. Non esiste un numero valido per tutti, ma esistono fasi che si ripetono sempre uguali. Eccole.

Seduta di fisioterapia: esercizio con elastico seguito dal fisioterapista

Perché nessuno ti dà un numero

Perché il numero onesto dipende da cinque cose: che cosa è stato fatto, quanti anni hai, in che condizioni era l’articolazione prima, che lavoro fai e quanto sei costante con gli esercizi. Due persone operate lo stesso giorno con la stessa tecnica possono metterci tempi molto diversi, e non è un difetto di nessuno dei due.

Quello che si può dire con precisione sono le fasi. Sapere in quale ti trovi serve più di una data sul calendario.

Fase 1 — I primi giorni

È la fase in cui c’è il gonfiore e un indolenzimento, e in cui si gestisce con i farmaci prescritti, il riposo e il ghiaccio. In day surgery dormi a casa tua fin dalla prima notte, e questo di per sé aiuta: si riposa meglio nel proprio letto che in un reparto.

L’obiettivo di questi giorni non è «fare»: è lasciare che il gonfiore scenda. Chi esagera adesso rallenta tutto il resto.

Fase 2 — Le prime settimane

È la fase che decide il risultato, ed è anche quella in cui quasi tutti mollano, perché il dolore è passato e sembra andare tutto bene. Qui si recupera il movimento e si riabitua il corpo a caricare: la fisioterapia in questa fase non è un optional.

Il segnale da tenere d’occhio non è il dolore: è la progressione. Se ogni settimana fai qualcosa in più della precedente, sei sulla strada giusta. Se sei fermo da due settimane, va detto a chi ti segue, non aspettato.

Fase 3 — I mesi successivi

È la fase in cui torni alle cose che facevi: lo sport, i turni in piedi, le camminate lunghe. Spesso si sente ancora qualche fastidio a fine giornata ed è normale. La maggior parte delle persone qui ha già smesso di pensarci.

Le quattro cose che accorciano i tempi

  • Muoverti presto, nei limiti che ti vengono indicati. L’immobilità prolungata non protegge: irrigidisce.
  • Fare gli esercizi anche quando non fa più male. È lì che si gioca il risultato a sei mesi.
  • Non saltare i controlli. Una correzione fatta alla terza settimana vale dieci sedute recuperate dopo.
  • Dire come stai davvero. Minimizzare per fare bella figura è il modo più rapido per farsi dare indicazioni sbagliate.

Perché è meglio se è tutto nello stesso posto

Quando chi ti ha operato e chi ti riabilita lavorano nello stesso edificio, non devi portare referti in giro né spiegare la tua storia da capo a qualcun altro. Se qualcosa non procede come previsto, se ne accorgono prima — e correggere presto costa molto meno che rimediare dopo.

È il modo in cui lavoriamo a Muggiò, a dieci minuti da Monza: 039 578 7110 dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 20.

Vuoi sapere i tempi nel tuo caso?

In visita li mettiamo per iscritto, insieme al percorso e al numero di sedute previsto.

  • Lunedì – venerdì, 9:00 – 20:00
  • Viale Alfonso Casati 4, Muggiò (MB)
  • Parcheggio davanti all’ingresso